Raccolta differenziata - da rifiuti a risorse
Se si pratica correttamente la raccolta differenziata quello che resta e che non è recuperabile in alcun modo, è una percentuale davvero molto bassa. Ma, affinché quello che viene diviso e conferito nei cassonetti sia davvero recuperabile al meglio e possa diventare nuovo materiale, è necessario che sia diviso e conferito nel modo giusto.
Ad esempio: se nel carico della plastica (anche solo nel contenuto di una campana) la percentuale di materiale incongruo supera il 16%, il carico viene rifiutato dalla piattaforma di destinazione Conai e diventa immediatamente un costo in quanto il tutto va smaltito come rifiuto misto, vanificando in questo modo lo sforzo e l’impegno di tanti cittadini e aziende responsabili.
Per il vetro la percentuale che rende critico il recupero scende tra il 7 e il 12%.
Tipologia rifiuti - d:
- organici ed alimentari - cosa mettere e cosa non mettere nel cassonetto marrone per l'organico
- carta - cosa mettere e cosa non mettere nella campana azzurra per la carta
- plastica - cosa mettere e cosa non mettere nel cassonetto giallo per la plastica
- vetro ed alluminio - cosa mettere e cosa non mettere nella campana verde del vetro ed alluminio
- apparecchiature elettriche ed elettroniche - RAEE
- oli esausti - trova il centro di raccolta più vicino
Dopo aver differenziato nel modo giusto quello che resta per il cassonetto grigio dell’indifferenziato è davvero poco:
- gomma
- cassette audio, video e cd
- cellophane
- piatti e posate in plastica
- giocattoli, casalinghi
- penne
- calze di nylon
- ceramica
- pannolini e assorbenti
- cosmetici
- polveri dell’aspirapolvere
- oggetti in legno verniciato
- lampadine e neon
Dati interessanti:
Dal consuntivo sulla raccolta dei rifiuti relativo agli anni 2008/2009 e al primo semestre 2010 si può notare che:
- la raccolta differenziata è passata dal circa 30% all'attuale circa 49%
- l'aumento della produzione rifiuti è sensibile tra 2008 e 2009, mentre si nota un calo tra primo semestre 2009 e primo semestre 2010, nonostante l'aumento di popolazione, probabilmente come conseguenza della crisi economica in atto;
- resta importantissimo il contributo delle imprese servite dal sistema Porta a Porta: si stima che contribuiscano per circa il 10% della RD totale
- il costo medio per il trattamento di ogni tonnellata di rifiuti prodotta al di fuori degli obiettivi che ATO ha imposto ai Comuni è oggi di circa 70 euro (circa 109 euro per ogni tonnellata di rifiuti indifferenziati e circa 28 euro per ogni tonnellata di rifiuti differenziati): oltre a perseguire la raccolta differenziata, è quindi importante cercare di produrre meno rifiuti possibili (invito rivolto soprattutto alle famiglie) in quanto più rifiuti si producono, più il costo di trattamento (e l'ammontare TARSU) salgono.
Il miglior modo per ridurre i rifiuti è provare a non produrli:
Il dato che più deve far riflettere quando si parla di rifiuti è che gran parte di quello che buttiamo sono imballaggi.
D’altra parte è sufficiente osservare i nostri gesti quando torniamo dal supermercato. Man mano che sistemiamo gli acquisti nel frigorifero o nella dispensa, riempiamo anche il sacchetto della spazzatura.
I biscotti vanno nella biscottiera e nel pattume il cartone e il cellophane, il dentifricio in bagno e nel pattume l’astuccio di cartone che lo conteneva, la carne in frigo e nel pattume il vassoio di polistirolo e la pellicola… per non parlare dei cioccolatini o dei cosmetici che con molta probabilità battono tutti i record di imballaggi inutili. Le confezioni rappresentano un appeal per i consumatori, devono invogliare ed essere belle, lucide e sfolgoranti. Ma se spesso sono inutili, quello che è certo è che sono costose: le paghiamo due volte. La prima quando acquistiamo il prodotto, la seconda quando dobbiamo smaltirle.
Ecco allora che il miglior modo per ridurre i rifiuti è cominciare a non produrli provando a ridurre lo spreco con acquisti più oculati.
Per esempio si può:
- dare la preferenza ad imballaggi semplici e ridotti
- preferire prodotti concentrati
- preferire merci fabbricate con materiali riciclati
- preferire contenitori con vuoto a rendere, o pile ricaricabili e imballaggi recuperabili
- preferire i formati famiglia a quelli monodose
- usare le ricariche dei detersivi e dei saponi
- evitare gli usa e getta (piatti e posate di plastica, rasoi)
- scegliere di comprare la carne dal macellaio e il pesce in pescheria o nei rispettivi banchi ai supermercati, invece dei prodotti già confezionati, consente incredibili risparmi negli imballaggi.
- così come acquistare i biscotti e le torte dal fornaio (o nei banchi dei supermercati) invece dei prodotti confezionati, consente di risparmiare fino al 90% di carta, cartone e cellophane.
- l’insalata fresca, piuttosto che quella in busta, consente un risparmio dell’80% di plastica.
- usare l’acqua del rubinetto consente un risparmio di 500 grammi di plastica ogni 10 bottiglie.
- la stampa fronte/retro di 50 fogli permette di risparmiare 250 grammi di carta.
I più motivati potrebbero cominciare a chiedere ai punti d’ascolto dei negozi di loro fiducia di dotarsi di dispenser per detersivi, già adottati con successo in molti Paesi europei.
Gli esempi potrebbero continuare. Tutto sta nel cominciare, convinti che da piccoli gesti individuali si possano determinare grandi cambiamenti.
A proposito, avete provato ad eliminare i sacchetti di plastica per la spesa e a sostituirli con le borse della spesa riutilizzabili? sono robustissime, praticamente indistruttibili, sanno di pulito e si trovano dappertutto.

