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CAPO 6.1 – COMMISSIONE PER LA QUALITÀ ARCHITETTONICA E IL PAESAGGIO

creato da Castenaso admin ultima modifica 28/08/2013 10:58

Art. 6.1.1 - Definizione e compiti

1. La Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio è l'organo consultivo dell’Amministrazione Comunale cui spetta la formulazione di pareri, obbligatori e non vincolanti, ai fini del rilascio dei provvedimenti comunali in materia di beni paesaggistici, di qualità urbana, di interventi riguardanti edifici di valore storico-architettonico o di pregio storicoculturale e testimoniale, nonché ai fini della determinazione dell’esistenza di danno ambientale nei casi di procedimenti di sanatoria in zone soggette a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004 Parte III Titolo 1° (Codice dei beni culturali e del paesaggio). Nel presente Regolamento, essa è indicata, in via breve, C.Q. (Commissione Qualità).

2. Nel campo urbanistico, la C.Q. esprime il proprio parere sugli aspetti inerenti gli obiettivi e gli indirizzi di qualità urbana e paesaggistico-ambientale riguardanti:
- Il Piano Operativo Comunale e sue varianti;
- Piani Urbanistici Attuativi, loro valutazione preventiva e loro varianti;
- Regolamenti, piani e/o programmi attuativi aventi per oggetto l’arredo urbano, le insegne, i colori e le tinteggiature degli organismi edilizi, il verde urbano.

3. Nel campo edilizio la C.Q. esprime il parere sulla qualità formale e compositiva delle opere edilizie, pubbliche o private, e sulla qualità del loro inserimento nel contesto urbano ed ambientale, sia in sede di valutazione preventiva, ove richiesta, sia in sede di procedur di rilascio del titolo abilitativo.

4. Nel campo edilizio sono sottoposti al parere della C.Q. i seguenti interventi edilizi:
a) gli interventi che riguardino immobili ricadenti in ambiti soggetti a vincolo paesaggistico ai sensi del Titolo II del D.Lgs. n. 42/2004 Parte III Titolo 1°;
b) i seguenti interventi qualora riguardino immobili tutelati dal PSC o dal RUE in quanto riconosciuti di valore storico-architettonico o di pregio storico-culturale e testimoniale, e relative pertinenze (aree di pertinenza, recinzioni…), ovvero riguardino immobili ricadenti nei centri storici:
- interventi di restauro e risanamento conservativo (RRC);
- interventi di ristrutturazione edilizia (RE e REC);
- interventi di restauro scientifico (RS);
- interventi di ripristino tipologico (RT);
- interventi di recupero e risanamento di aree libere (RAL);
c) gli interventi di nuova costruzione (NC), di ampliamento (AM), di ricostruzione (DR) di ristrutturazione (RE);
d) gli interventi riguardanti opere pubbliche;
e) gli interventi riguardanti elementi di arredo e di servizio di natura non edilizia di cui al Capo 5.3 se ricadono nei centri storici o riguardano edifici tutelati di cui alla precedente lettera a) o loro pertinenze;
f) ogni altro intervento qualora, a giudizio del Responsabile del procedimento, risulti particolarmente rilevante o impegnativo il suo inserimento nel contesto urbano e ambientale.

5. La CQ, all'inizio del suo mandato, può formulare, in un documento guida denominato "Dichiarazione di indirizzi", i criteri che adotterà nella valutazione dei progetti sottoposti al suo esame. La dichiarazione di indirizzi può definire fra l'altro:
a) indicazioni preliminari e/o suggerimenti ricavabili dall'esperienza e criteri a cui la C.Q. si atterrà per la formulazione del proprio parere;
b) chiarezza progettuale (leggibilità del progetto, analisi funzionale, importanza dei particolari costruttivi e degli aspetti cromatici, rapporto tra l'opera progettata e l'ambiente circostante);
c) criteri per la valutazione della qualità architettonica e formale degli interventi.

6. La dichiarazione di indirizzi deve essere approvata dal Consiglio Comunale. Qualora la C.Q. non adottasse una propria dichiarazione di indirizzi, continua a valere quella precedente.