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Vladi - Festival dedicato al teatro di Vladimira Cantoni

creato da Castenaso admin ultima modifica 21/03/2015 10:28
Venerdì 20 marzo Cinema Teatro Italia ultimo spettacolo della rassegna teatrale Factum Est di Giovanni Testoni con Andrea Soffiantini
Vladi - Festival dedicato al teatro di Vladimira Cantoni

immagine invito

Venerdì 20 marzo 2015 

Cinema Teatro Italia di Castenaso ore 21,00 terzo e ultimo appuntamento della rassegna

FACTUM EST

di Giovanni Testori con Andrea Soffiantini

 

Factum est” è un monologo “non sull’aborto, ma sulla vita” , strutturato in quattordici parti come se fosse una Via crucis, che, con un linguaggio di straordinaria originalità e di impressionante vigore fatto di versi brevi, metafore elementari, quasi infantili, di un realismo popolare, su rime semplici, cadenze tanto orecchiabili quanto violente, tra l'urlo e il pianto, dà voce ad un feto.

La creatura, che prima in un confuso balbettio, poi con parole sempre più scandite e più forti, si esprime in Factum est è, per Testori, creatura sacra per il fatto stesso di essere viva.

Il drammaturgo milanese, caro a Vladimira Cantoni proprio per il fatto di essere un autore scomodo, spesso escluso dalle antologie scolastiche e dai canoni letterari del Novecento,

scrisse questo monologo nel 1980 appositamente per Andrea Soffiantini.

Basta qualche manciata di sillabe sconnesse e la voce dell'attore entra immediatamente in sintonia con lo spettatore che, progressivamente, straniato, turbato e attratto, viene raccolto e trasportato lungo le 14 stazioni, narrate in prima persona dal bambino nel grembo di sua madre. Un attacco straordinario in cui lo scrittore ci mostra il momento esatto della creazione, che è insieme nascita di una nuova vita, ma anche atto di formazione della parola stessa. La possibilità di dare carne alla parola e parola alla carne.

 

Così l’attore racconta la genesi dell’opera: “Quando gli chiesi come comunicare attraverso il mestiere del teatro la vita, quando a me non usciva che un balbettio... non mi rispose; si girò verso di me, mi guardò per qualche istante, poi si allontanò portato via dalla scala mobile... (eravamo al settimo piano della Rinascente a Milano). Dopo solo una settimana avevo già le prime pagine di un suo testo teatrale scritto per me e che iniziava con un balbettio”.


“Nell’opera parla solo il feto, colui che nella realtà non ha diritto di parola, di espressione, di comunicazione della propria volontà. È lui che viene messo in croce, è lui il nuovo Cristo crocefisso, rifiutato, reso totalmente silente ancor prima che esca dal ventre della madre.” Il mio testo non riguarda la legge, bensì l’inevitabilità e la dolcezza del venire al mondo, del diritto di crescere e di essere, della vita, insomma...” (Giovanni Testori)

 

Ingresso gratuito 



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