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Cenni Storici

creato da admin ultima modifica 15/07/2014 12:19

L'epoca Villanoviana

I primi insediamenti, accertati da un'ampia e copiosa documentazione archeologica, risalgono al IX secolo a.C., ovvero alle prime fasi della civiltà Villanoviana.

MUV - Museo della civiltà Villanoviana

L'epoca Romana e la centuriazione

La presenza romana nel nostro territorio è documentata non già dalla presunta etimologia del toponimo (vedi le notizie sullo stemma), quanto molto più visibilmente e indiscutibilmente dalle tracce della centuriazione agraria ancora quasi perfettamente leggibili nella suddivisione ortogonale dei campi, le capezzagne e i fossi di scolo restano ad indicare gli antichi "cardines" e "decumani".
La centuriazione era la suddivisione del territorio rurale secondo un sistema di linee ortogonali che, seguendo un orientamento prestabilito, delimitavano appezzamenti di terreno di circa 50 ettari. Tali appezzamenti venivano assegnati per la coltivazione a cento coloni e per questo erano detti "centurie". Da un punto di vista amministrativo, la campagna a sinistra dell'Idice faceva parte dell'ager Bononiensis e dipendeva quindi da Bologna, mentre quella a est del fiume apparteneva all'ager Claternatae, facendo quindi capo al municipium di Claterna, località nei pressi di Ozzano. I toponimi attestano non tanto nuclei abitativi importanti quanto un fitto popolamento rurale.

Il Medioevo

Per il periodo altomedioevale possiamo immaginare che il territorio castenasese assomigliasse a quello di gran parte dell'Italia padana. L'abbandono delle campagne, a causa dei pericoli delle invasioni barbariche, ed il conseguente rarefarsi dell'insediamento rurale favorirono un diffuso riaffermarsi delle selve, dei terreni incolti e degli acquitrini dovuti allo straripamento dei corsi d'acqua ormai privi del controllo e della cura degli argini. In questo periodo assistiamo all'espansione dell'influenza del Comune Bolognese sul contado: il territorio di Castenaso dipende dal quartiere di Porta Ravegnana insieme a Fiesso, mentre Villanova, Marano e Veduro dipendono dal quartiere di Porta Piera. Sono di questo periodo i primi documenti scritti in cui si nomina Castro Castenacj o Castenasio o Castenaxe; si tratta di contratti di locazione o enfiteusi o di donazioni o, a partire dal Duecento, di documenti dell'Assunteria delle acque del Comune di Bologna per richiedere lavori di manutenzione della strada maestra, del ponte e degli argini dell'Idice.

Dal basso Medioevo alle soglie dell'Ottocento

Per tutto il periodo che va dal basso Medioevo fino alle soglie dell'Ottocento, Castenaso è, come tanti borghi del contado alle porte di Bologna, un abitato agricolo con un insediamento rurale sparso e un piccolo nucleo aggregativo - negli stati delle anime del 1622, conservati presso l'archivio parrocchiale, si apprende che era composto da circa 500 anime - attorno alla confluenza del fiume Idice, o semplicemente "Il fiume", come è meglio noto a Castenaso, con la "strada maestra di San Vitale" e le altre strade che portavano verso il Ferrarese.
L'insediamento rurale è costituito da ville padronali, alcune delle quali sontuose come quella di Gozzadini o la Pederzana, le cui proprietà terriere venivano gestite da coloni, generalmente mezzadri le cui abitazioni sono ancora oggi ben visibili.

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Fine Ottocento Inizi Novecento

E' a partire dalla fine dell'Ottocento che Castenaso comincia lentamente ad acquisire una propria identità politica e sociale: si forma lo stemma (1852), si costituisce il Comune, cominciano a sorgere le prime associazioni culturali e sindacali, i movimenti politici socialisti e cattolici e le prime cooperative dei lavoratori: quella dell'escavazione della ghiaia dell'Idice, quella del polverificio di Marano, la Casa del Popolo.

La seconda guerra mondiale

Il contributo di Castenaso alla lotta di liberazione è altissimo, non solo perché gran parte della popolazione aderisce alle formazioni combattenti partigiane (in particolare alla VII GAP) e non solo per alcuni episodi tragici come quello dell'eccidio di Vigorso (21 ottobre 1944), ma soprattutto perché il paese fu quasi completamente distrutto dal bombardamento del 1945.